sigiriya la magnifica rocca dell'leone in sri lanka
La cittadella, costruita intorno al 475 d.C. da Kasyapa, il re parricida, si erge in cima a Sigirya, la “roccia del leone” ed è incontestabilmente il monumento più spettacolare di Sri Lanka. Poichè la massiccia fortezza se ne sta appollaiata sulla montagna di granito che ha la forma di un leone, armatevi di tutto il vostro coraggio per iniziare la salita. Dirigetevi verso Lion’s Paws, le “zampe del leone”. Appena prima di raggiungere le zampe imboccate la scala di acciaio a chiocciola che vi condurrà in una galleria decorata da una serie di affreschi raffiguranti le 21 “fanciulle delle nuvole”. Queste pitture, nei toni sfumati dell’arancio, del rosa e del verde sono probabilmente le più antiche e le più belle di Sri Lanka.
Il “Mirror Wall” (muro a specchio) che protegge la galleria è rivestito di una vernice dalla composizione misteriosa, che gli archeologi hanno identificato solo in parte. Scrivere sugli affreschi è naturalmente vietato, ora, ma per otto secoli, dal VII al XV secolo, i visitatori esprimevano sui muri le loro impressioni sulle deliziose fanciulle dal busto scoperto. Questi graffiti costituiscono un inestimabile materiale di studio sull’evoluzione della lingua singalese e forniscono begli esempi della poesia dei passanti di allora. Dopo aver oltrepassato la potente gola del leone si giunge alla cima, dove si scoprono le rovine del palazzo, una sala delle danze, i giardini, i bacini e il trono di granito del re.
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Poichè la massiccia fortezza se ne sta appollaiata sulla montagna di granito che ha la forma di un leone, armatevi di tutto il vostro coraggio per iniziare la salita. Dirigetevi verso Lion’s Paws, le “zampe del leone”. Appena prima di raggiungere le zampe imboccate la scala di acciaio a chiocciola che vi condurrà in una galleria decorata da una serie di affreschi raffiguranti le 21 “fanciulle delle nuvole”. Queste pitture, nei toni sfumati dell’arancio, del rosa e del verde sono probabilmente le più antiche e le più belle di Sri Lanka.
Il “Mirror Wall” (muro a specchio) che protegge la galleria è rivestito di una vernice dalla composizione misteriosa, che gli archeologi hanno identificato solo in parte. Scrivere sugli affreschi è naturalmente vietato, ora, ma per otto secoli, dal VII al XV secolo, i visitatori esprimevano sui muri le loro impressioni sulle deliziose fanciulle dal busto scoperto. Questi graffiti costituiscono un inestimabile materiale di studio sull’evoluzione della lingua singalese e forniscono begli esempi della poesia dei passanti di allora. Dopo aver oltrepassato la potente gola del leone si giunge alla cima, dove si scoprono le rovine del palazzo, una sala delle danze, i giardini, i bacini e il trono di granito del re.