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VIAGGIO DI NOZZE : MAGGIOLI FILIPPO E MAZZA ANGELA TAPPE DI VIAGGIO:dall’8/07/09 al 12/07/09 : BALI- INTERCONTINENTAL HOTEL località Jimbaran; |
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I prezzi di ogni cosa che acquistate sono davvero convenienti soprattutto se avete un forte spirito della contrattazione, l’oggetto deve essere comprato solo se prima c’è una lunga trattativa! A volte può risultare pesante ma altre è davvero accattivante… in fondo quando capita mai dalle nostre parti una storia del genere? È da provare sul serio come esperienza! Da Ubud è vantaggioso spostarsi per vedere i vulcani più grandi dell’isola (Batur-Agung), le risaie di Jatiluwih e Tegalalang, i villaggi con i mercati più assortiti di frutta, spezie e fiori. In più da questa zona si può decidere anche di fare esperienze estreme come il rafting e lunghe passeggiate di trekking sulle montagne. Valutate con attenzione le proposte delle agenzie locali che possono offrire svariate opportunità per fare esperienze davvero uniche. Sinceramente per noi non c’è stato tempo materiale per fare tutto ma se un giorno dovessimo tornare a Bali crediamo valga la pena esplorarla il più possibile. A Ubud abbiamo soggiornato in un resort indescrivibile per la sua bellezza chiamato Royal Pita Maha! Fa parte dei 100 resort più belli del mondo e abbiamo scoperto il perché. È stato costruito all’interno di una foresta e le camere sono delle villette in stile balinese dislocate in una vasta area che degrada verso il fiume Ayun…Così ti trovi nella tua fantastica pool-villa ad ammirare un panorama d’infinito verde e la piscina privata della stanza si affaccia su tutta la foresta nel rispetto totale dell’ambiente che la circonda… Finisci davvero per sentirti in pace con la natura e per riscoprire l’anima delle foreste! Lasciamo Bali con una grande ricchezza interiore e con una piccola pillola di saggezza della nostra guida Maui : “Portate via con voi solo il bello di questo luogo, abbandonate qui ciò che non vi è piaciuto”… Java è completamente diversa da Bali, già il credo religioso è musulmano e le preghiere rivolte verso la mecca accompagnano l’ora di relax prima di cenare. I balinesi dicono che il javanese è più agevolato economicamente ma a noi è risultato impreparato ad accogliere il turismo di massa. Non esistono guide in italiano e ti devi accontentare dell’inglese che risulta poco comprensibile. Le aree archeologiche e monumentali sono ben conservate ma intorno c’è poca pulizia. Ci siamo spostati sempre con l’autista e tolti i punti di fermata stabiliti non siamo mai scesi dall’auto per passeggiare lungo le strade delle cittadine…impossibile vedere volti occidentali che si fanno un giretto mescolandosi con la gente del posto. Abbiamo scelto di soggiornare tre notti alla Losari Coffee Plantation resort per poter visitare i siti del Borobudur e del Pranbanam.
La Losari Coffee Plantation è di proprietà di una signora italiana che l’ha ristrutturata rispettando le caratteristiche che aveva nel 1900. Appena arrivati siamo stati accolti presso l’edificio principale che è una villa enorme dove a pomeriggio viene servita la merenda a base di thè e caffè prodotti nella piantagione. Si è subito invasi da un senso di pace e dall’impressione di essere catapultati indietro nel tempo, ad amplificare il tutto c’è l’ascolto del pianoforte suonato da un pianista javanese…Le camere si trovano all’interno di piccole ville in legno sparse nella piantagione e vi lascio immaginare quali sono i suoni che accompagnano la siesta notturna…Ci siamo resi conto di come in effetti la troppa civilizzazione ci abbia portato al non essere abituati ai suoni della natura! Non neghiamo che la prima notte tra scricchiolii e strani versi abbiamo preso sonno con difficoltà! È però un’esperienza da fare considerando che è un luogo confortevole dove non manca nulla per la ricerca della serenità: piscina con vista sul vulcano, area ristorante curatissima, centro benessere, padiglione yoga, sentieri per passeggiare in mezzo ai bambù e alle piante del caffè…insomma una dimensione diversa che ti cura l’anima e ti riporta ad una condizione primordiale!
Le nostre escursioni a Java sono state due: Borobudur (tempio buddista) e Candi Songo (templi indù). Per motivi di tempo non abbiamo fatto tappa al Pranbanan e nemmeno fatto il viaggio con il treno del 1920 che attraversa le zone vulcaniche di Magelang; chi dovesse capitare da queste parti almeno dovrebbe fare l’esperienza del treno che ci hanno detto essere magnifica! Il complesso del Borobudur è spettacolare …crediamo sia un po’ come trovarsi davanti alla piramidi d’Egitto…L’imponenza della struttura lascia senza fiato!
Il Borobudur risale al 750 d.c. e ancora oggi non ci sono dati sulla modalità della sua costruzione che è durata un secolo e mezzo. La pianta dell’edificio vuole ricordare il Budda mentre stende a terra il suo mantello per collocarvi sopra una ciotola rovesciata destinata ad un mendicante. La sua struttura ha una base quadrata su cui poggia un corpo emisferico alto 35 m.
L’edificio è diviso in tre settori orizzontali di grande significato religioso: la sfera del desiderio, la sfera della forma e la sfera del nulla. Ogni sfera rappresenta gli stadi che il credente deve attraversare per raggiungere il nirvana. Percorrendo tutti e tre i settori si rimane colpiti dai bassorilievi scolpiti nelle pareti in pietra, che ritraggono le scene di vita e gli insegnamenti del Budda. Una lavorazione pazzesca! Si percorre ogni settore attraverso delle gallerie e corridoi che si estendono per 5 km. Vi lasciamo immaginare quanto tempo va dedicato a questo luogo tenendo conto pure della fatica di camminare sotto il sole cocente!
Meritevole comunque, e lo pensi sul serio quando arrivi all’ultimo settore che consente una vista panoramica magnifica! Esso è composto da tre terrazze circolari dove sono poggiate le grandi campane (stupa) decorate con fori romboidali, al loro interno si trova una statua del Budda che tiene fra le mani la ruota della vita. Le campane o stupa simboleggiano la semplicità e la pace eterna del nirvana raggiungibile con la liberazione del corpo e della mente… Questo luogo sacro dal 1991 è diventato Patrimonio dell’Unesco e per capirlo sicuramente vale la pena vederlo!!!
Nel 1975 fu smantellato per salvaguardarlo da un destino di cedimento strutturale…dopo aver tolto, restaurato e risistemato al loro posto oltre un milione di blocchi di pietra nel 1983 questo grandioso edificio fu riaperto alle visite e ancora oggi possiamo godere di questa opportunità! Essere stati anche a Java per noi è stato significativo per capire che ancora ci sono paesi poco frequentati che hanno cose splendide da mostrare…Ancora significativo e in un certo senso sconcertante vedere come per altre popolazioni l’estraneo, “lo straniero” sia motivo di curiosità e pure di diffidenza…è stata per noi la prima esperienza in luoghi un po’ estremi e va ammesso che a volte è difficile capire qual è il modo giusto di comportarsi e di sentirsi: ospite intruso, ospite di comodo oppure ospite assai gradito?
Oltre al Borobudur siamo stati a “Candi Songo” un complesso di 6 templi induisti arroccati su una montagna fumante! Diciamo fumante perché dove ti giravi era pieno di solfatare! Java è un’isola sotterranea che dentro la terra ribolle, è in gran movimento!Non dimentichiamo che è un’isola ricca di vulcani! Arrivare in questo complesso è possibile dopo una lunga camminata oppure una bella cavalcata…Abbiamo scelto il trasporto equino ed è stato divertente, anche se ancora dopo quello che abbiamo scritto non sappiamo se le guide erano contente oppure infastidite dalla nostra richiesta…Qui ci siamo un po’ persi la storia del luogo perché sinceramente il nostro inglese non è il massimo …Insomma alla fine abbiam goduto il panorama e capito che l’induismo appartiene ad un periodo lontano da queste parti…
Dal centro di Java partiamo per dirigerci verso la costa precisamente Semerang dove ci attende il volo per l’atollo tanto sospirato… Da Magelang a Semerang sono 3,30 h di macchina e ancora abbiamo avuto la conferma che in Indonesia non è consigliabile noleggiare un mezzo…primo c’è la guida a destra e secondo tutti sono i padroni della strada…un vero incubo osservarli alla guida! Arriviamo sani e salvi in aeroporto e lasciamo parte del bagaglio nel deposito della Kura Kura Aviation perché la destinazione che ci aspetta è raggiungibile con un piccolo aereo Cessna da 4/6/8 posti che consente solo 10kg di bagaglio a persona …
Il volo sembra da brivido ma per noi è stato fantastico : sorvoli diversi isolotti del parco nazionale di Karimunjava e vi lasciamo immaginare che meraviglia godersi il paesaggio dall’alto! Il viaggio aereo dura 1 ora circa e si atterra sulla mini pista dell’isola principale osservando in diretta tutte le manovre del pilota che non ha una cabina separata dai posti dei passeggeri! Si prosegue in motoscafo per un’altra ora fino a destinazione: il Kura Kura resort che occupa l’atollo di Menyawakan… La struttura è strepitosa possiede cottage affacciati sul mare oppure pool-villa (camere con piscina) , un complesso principale per la ristorazione, l’angolo lettura, il bar e la piscina,zona massaggio in riva al Mare…
Tutto è immerso fra le palme che sono di un’altezza infinita e a volte anche pericolose! Ci sono 100 persone che lavorano alla manutenzione della struttura e fra i loro compiti c’è quello di raccogliere i cocchi prima che cadano e spaventino qualcuno! Il mare è paradisiaco lasciamo immaginare il colore e la sua bellezza… Peccato che la spiaggia sia corta e che per riuscire a bagnarti completamente devi inginocchiarti e distenderti… se non si vuole toccare il fondo si deve oltrepassare la barriera corallina! Ancora la flora e la fauna della zona non è popolatissima perché nel mar di Java fino a 10 anni fa pescavano con la dinamite! C’è però possibilità di vedere molto grazie al servizio diving del resort ben organizzato, e se si fa dello snorkelling ci sono diverse tipologie di piccoli pesci e con un po’ di fortuna si riescono a vedere colonie di anemoni e coralli blu! Il Kura Kura è un resort preparato ad accogliere e soddisfare i clienti bisognosi di tranquillità e silenzio …è perciò un posto da coccola dal mattino fino a sera con la sua cucina squisita e l’infinita cortesia del personale di servizio…Non c’è nulla di cui preoccuparsi in un luogo del genere tranne quello di non perdere il tramonto delle 17,30 che ogni giorno si tinge di una magia diversa…
Prendi un bel libro, la macchina fotografica e ti sistemi sulle sdraio nella parte dell’atollo dove il sole va a tuffarsi nel mare…e poi aspetti di godere questo spettacolo! Un’altra cosa da fare se si soggiorna qua è prendere l’imbarcazione che ogni giorno parte alle 10 del mattino per accompagnare chi desidera a fare il bagno in un minuscolo atollo dove l’acqua è di una trasparenza unica e dove ci si può crogiolare al sole sentendosi come Robinson Crusoe! …
Si rimane lì fino alle 13 per poi rientrare con dispiacere… Lo stesso dispiacere c’è quando si lascia un posto come questo che ti ha permesso di staccare completamente il collegamento con il mondo di sempre!!! Per i nostri gusti sei notti sono state troppe forse perché dai 12 giorni di continuo movimento siamo passati al totale far niente, oppure perché la vita dell’atollo non è cosa per tutti…resta il fatto che questo viaggio è stato perfetto, ricco ed esauriente per le nostre aspettative! Di certo torneremo in alcuni di questi luoghi con la memoria, con i sogni e non solo…forse torneremo di nuovo per davvero!?!
Scritto da Angela e Filippo

Destinazione Indonasia
